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"Riscoprire
il Battesimo"
Gli scienziati direbbero
che il nostro pianeta è vivo. Giusto? Si! Biologicamente parlando è
vivo, ma spiritualmente com’è? Gesù ha detto che è morto! . . . Il mondo
è già giudicato: già condannato da Dio fin dalla caduta di Adamo.
Apparentemente sembra
vivo, ma è morto.
E lo abbiamo sentito nella
conversazione con Nicodemo, Gesù ha dichiarato, non una volta, ma ben
tre volte, che l’uomo per ritornare vivificato dalla morte deve nascere
di nuovo! Altrimenti, non può entrare nel regno di Dio.
Nicodemo forse avrebbe
voluto dire: Scherzi? Ma non lo ha detto perché sapeva che Gesù stava
parlando seriamente. Però quello che Nicodemo non sapeva era il modo in
cui Gesù intendeva stabilire il suo regno.
Nicodemo si era accorto
che Gesù incontrava il favore del popolo. Infatti ogni volta che Gesù si
muoveva lo seguivano Grandi folle!
Naturalmente Nicodemo
stava pensando in termini materiali, in termini terreni, ritenendo che
questo regno, di cui Gesù parlava al popolo, dovesse realizzarsi su
questa terra dal punto di vista politico.
Nicodemo era andato da
Gesù a notte tarda, perché a notte tarda? chissà forse per non essere
visto dagli altri membri del Sinedrio. Perché voleva aiutare Gesù,
questo giovane della Galilea, a fargli comprendere come funzionava, fra
i capi dei Giudei, quel complicato meccanismo dei partiti politici
dell’epoca, costituiti per lo più dai sadducei e dai farisei.
Chissà, forse, voleva
proporre al giovane galileo una sua strategia, mettendogli a
disposizione la sua rilevante influenza politica fra coloro che
contavano. Egli pensava che istituendo un “Regno di Dio” a Gerusalemme
avrebbero potuto cacciare via gli odiati Romani.
Con questi ideali politici
in mente, poteva anche accettare che Gesù si esprimesse in maniera
simbolica ecco perché gli chiede: Ma come può un uomo nascere quando è
vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e
nascere? In realtà, era come se Nicodemo volesse dire a Gesù queste
parole:
Senti un po’ Gesù: Come si
può fare per diventare membri del tuo partito? Cosa si deve fare per
averne la tessera?
Gesù ha cercato di fargli
capire che non stava parlando di un regno politico e neppure di una
nascita fisica, ma di un regno spirituale e di una nascita spirituale.
Spiegandogli: Quel che è nato dalla carne è carne; e quel che è nato
dallo Spirito è spirito; come il vento soffia dove vuole, così è di
chiunque è nato dallo Spirito.
Nicodemo replicò: Come
possono avvenire queste cose? Nicodemo era ancora più perplesso, perché
incominciava a riflettere in termini celesti. Però egli conosceva già
una nascita celeste quella che
dovevano
compiere i proseliti gentili (cioè i non ebrei) se volevano abbracciare
la fede ebraica.
I proseliti, infatti,
immergendosi nelle acque del Giordano, compivano un rito che equivaleva
simbolicamente ad una nuova nascita, in quanto morivano come gentili per
risorgere come ebrei.
Questo naturalmente valeva
per un gentile che voleva diventare ebreo, però era assurdo pensare che
un ebreo potesse fare una cosa così ridicola, dato che era già membro
della famiglia di Dio per nascita.
Nel Talmud (il Talmud è la
raccolta delle norme giuridiche, liturgiche e religiose della comunità
giudaica) in questo libro troviamo scritto che Abramo sta di guardia
alle porte dell’Ades (l’inferno) per impedire che neppure un goccio del
suo sangue (cioè nessuno dei suoi discendenti) entri nei tormenti.
Per questo motivo Nicodemo
rimase piuttosto sorpreso che Gesù avesse detto che tutti gli uomini,
gentili ed ebrei, debbano essere battezzati di acqua e di Spirito, nella
stessa maniera in cui venivano battezzati i gentili per essere figli di
Dio.
Perciò egli replicò,
dicendo: Come possono avvenire queste cose?
Gesù gli spiegò che per
l’uomo era impossibile, ma per Dio tutto è possibile.
Non è possibile nascere
dall’alto se prima io stesso non sono stato innalzato come Mosè innalzò
il serpente nel deserto per curare gli Israeliti per mezzo della fede,
gli rispose.
Gesù disse queste parole:
Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede
in lui abbia la vita eterna, poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha
dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia,
ma abbia la vita eterna.
Mosè piantò nel punto più
alto dell’accampamento un serpente di bronzo, perché se qualcuno veniva
morso da un serpente velenoso, bastava che guardasse con fede quel
simbolo per non morire avvelenato; perché il serpente stesso assorbiva
il veleno di chi era stato morso.
Il serpente di cui ha
parlato Gesù era un perfetto simbolismo di se stesso sulla croce. E
questo possiamo capirlo con questi cinque riscontri seguenti:
-
Il serpente è stato
esposto in mezzo al campo in modo che tutti potessero vederlo; anche
Cristo è stato messo in croce affinché tutto il mondo possa guardare a
lui.
-
Il serpente, fatto di
bronzo, non aveva veleno in sé e perciò simboleggia il Cristo che è
senza peccato.
-
Gli Israeliti, con i
loro corpi pieni di veleno, morivano, come moriamo noi peccatori,
perché per il peccato la morte è entrata nel mondo.
-
Gli Israeliti che
guardavano, con fede in Dio, il serpente issato sull’asta scampavano
alla morte certa, perché per fede il veleno dei loro corpi veniva
trasferito sul serpente; allo stesso modo i nostri peccati, che ci
procurano la morte, vengono trasferiti su Cristo, che ha portato il
veleno dei nostri peccati sul suo corpo, nel legno della croce,
affinché morti al peccato, vivessimo per la sua giustizia e mediante
le cui sofferenze siamo stati sanati.
-
Il serpente di bronzo
morì a causa del veleno trasferito simbolicamente su di lui; così
anche Cristo. Lui, che non ha conosciuto peccato, Egli (Dio) lo ha
fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia
di Dio in lui.
Nicodemo non ha ben
compreso tutta la conversazione perché Gesù era la prima volta che
parlava di questo argomento e cioè della nuova nascita di acqua e di
Spirito. Per quale motivo Gesù ha parlato di questo argomento solo ora
per la prima volta?
Per il semplice motivo che
il battesimo o la nuova nascita avrebbero avuto senso solo dopo la
crocifissione, la morte, il seppellimento e la risurrezione di Cristo:
Gesù ha detto che la nuova nascita era necessaria, ma prima di tutto
questo, bisognava che il Figlio dell’uomo fosse innalzato.
Cristo è stato innalzato
sulla croce è morto ed è risorto
Quaranta giorni dopo la
sua resurrezione Cristo ha comandato ai suoi discepoli di andare in
tutto il mondo e di predicare il vangelo battezzando coloro che credono
per la salvezza: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad
ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma
chi non avrà creduto sarà condannato.
Andate dunque, ammaestrate
tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte quante le cose che vi
ho comandato.
Ora, in quanto il Figlio
dell’uomo (Cristo) è stato innalzato sulla croce, egli ha comandato il
battesimo o la nuova nascita, perché questa per la prima volta era
realizzabile.
Senza la morte e la
resurrezione di Cristo non sarebbe stato possibile per l’uomo rinascere
di nuovo a vita eterna.
Non soltanto questo, ma
“l’evangelo” (che in greco significa “la buona notizia”) deve essere
annunziato per la salvezza.
Paolo dichiarava: Io non
mi vergogno del Vangelo; perché esso è la potenza di Dio per la Salvezza
di ogni credente.
Poi Paolo ci spiega che
cosa è questo Vangelo dicendo: Io vi rammento il Vangelo mediante il
quale siete stati salvati, cioè prima di tutto ho trasmesso che Cristo è
morto per i nostri peccati; che fu seppellito; che risuscitò il terzo
giorno.
Ora, Cristo è morto per i
nostri peccati e risorto il terzo giorno.
Questo è il Vangelo!
Il perno, il centro del
Cristianesimo si basa su questi fatti! Ogni cosa della nostra fede è
relativa a questi fatti. La nostra fede è fondata su questa buona
notizia.
Certamente non è una buona
notizia che un giovane (cioè Gesù Cristo) sia morto, ma questa notizia è
buona quando si comprende il perché egli sia morto, cioè per liberarci
dal peccato.
Paolo dice: Senza la morte
e la resurrezione di Cristo, vana dunque è la nostra predicazione, e
vana pure è la vostra fede e noi siamo falsi testimoni di Dio.
Ecco, allora se Cristo non
fosse morto e risorto:
La nostra fede sarebbe
vana!
Il Cristianesimo sarebbe
vano!
La predicazione sarebbe
vana!
Il Battesimo sarebbe vano!
La nuova nascita sarebbe
vana!
La Cena del Signore
sarebbe vana!
La salvezza sarebbe vana!
Tutto,
Tutto sarebbe vano!!!
L'Evangelo è che Cristo è
morto per i nostri peccati: bisogna che prima sia innalzato, e questa
buona notizia è la potenza per la nostra salvezza.
È certo che il battesimo è
stato comandato da Gesù (questo lo abbiamo capito dal passo sopra
citato) e non solo lo abbiamo capito noi, tutti lo hanno capito.
Però c’è ancora chi lo
considera ragionando come gli uomini di quel tempo, pensando che questo
dono non fosse per tutti. Perché osservano e concludono in modo
sbagliato, alcuni fatti riguardanti questo comando di Cristo, secondo
Matteo e Marco, concludendo in questo modo:
1. Primo fatto: Andate per
tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ognuno.
Osservazione: L’uomo deve
essere intellettualmente capace, cioè abbastanza maturo per ricevere e
comprendere la predicazione.
Conclusione: il battesimo
è soltanto per gli adulti e non per i bambini.
2.
Secondo fatto: Chi avrà creduto.
Osservazione: L’uomo deve
essere intellettualmente capace di credere al vangelo.
Conclusione: il
battesimo è soltanto per gli adulti e non per i bambini.
3. Terzo fatto:
Battezzandoli e insegnando loro ecc…
Osservazione: L’uomo deve
aver creduto e deve intellettualmente essere in grado di ricevere
un’istruzione.
Conclusione: il battesimo è soltanto per gli adulti e non per i
bambini.
Con queste conclusioni,
alcuni, credendo di essere rispettosi della libertà dei propri figli
dicono:
“Quando sarà grande
deciderà personalmente”.
Molti anni dopo
l’assunzione di Cristo in cielo, Paolo spiega ai Romani il rapporto che
esiste fra il battesimo e la morte, la sepoltura e la resurrezione di
Cristo.
Con la nuova nascita,
Battezzato nella sua morte il credente è con lui seppellito; con lui
cammina in una nuova vita; è divenuto una stessa cosa con lui - unito a
lui; ha una morte (simbolicamente) somigliante alla sua; il vecchio uomo
(l’uomo del peccato, l’uomo dell’egoismo umano, l’uomo dei desideri
carnali, l’uomo dallo spirito di ribellione contro Dio) è stato
crocifisso con lui; morto con Cristo; e vivente a Dio in Cristo Gesù.
Così anche i credenti fanno conto di essere morti al peccato ma viventi
a Dio in Cristo Gesù; perché non c’è condanna per coloro che sono in
Cristo Gesù.
Allora, facciamo questa
riflessione: quei genitori che hanno dato la vita terrena ai propri
figli, lo hanno fatto senza chiedere il loro parere, quindi non hanno
creduto opportuno rispettare la volontà di quella creatura, ma lo hanno
fatto solo secondo la loro volontà di genitori.
Non solo ma, sempre senza
sentire il parere dei figli, vogliono trasmettergli tutto ciò che loro
ritengono opportuno: tipo di educazione, tipo di istruzione, quei valori
che loro ritengono importanti, ma cose anche meno importanti, come la
scelta del vestiario, dei giocattoli e quant’altro.
Allora si deve essere
coerenti! Non bisogna mai nascondersi, per comodità o dietro a false
giustificazioni.
Quindi, per coerenza è
giusto decidere, come avete fatto voi. Perché quando un genitore deve
prendere delle decisioni importanti che riguardano la vita dei propri
figli, lo fa sicuro di non sbagliare. Perché un domani suo figlio potrà
solo dire grazie ai genitori.
Il Battesimo non è
un’opera del credente, perché nel battesimo il credente è completamente
passivo.
Infatti, un’altra persona
lo immerge in acqua, o più semplicemente simbolicamente gli versa
dell’acqua sul capo ed il resto è compiuto da Dio.
La morte per i peccati è
già stata fatta da Cristo; il perdono è prodotto dal cuore e dalla mente
di Dio; lo Spirito Santo è un dono. Il battesimo quindi è un’opera
divina!
Sepolti nella “tomba
d’acqua” c’è uno scambio di vita con Cristo. Mentre il credente è
immerso con Cristo, fianco a fianco nella crocifissione e nella tomba,
Cristo porta egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della
croce, mediante le cui sofferenze siamo stati sanati.
Cristo porta su di sé
tutta la nostra imperfezione, tutta la nostra ingiustizia, tutta la
nostra impurità e tutta la nostra iniquità.
In cambio, egli dà al
credente la sua giustizia che viene da Dio, basata sulla fede, dà anche
la sua perfezione, la sua purezza e Dio dà come dono lo Spirito Santo.
Il credente è risuscitato
con Cristo in una nuova vita.
Paolo lo dice nuovo, oltre
che nella lettera ai Romani, anche in altre sue lettere dice: Poiché voi
tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
Sono stato crocifisso con
Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me e la vita
che vivo ora nella carne la vivo nella fede nel Figlio di Dio. Se dunque
uno è in Cristo, egli è una nuova creatura, le cose vecchie sono
passate: perché ora sono diventate nuove.
Ogni volta che nel Nuovo
Testamento si parla di nascita dallo Spirito o di nuova nascita, questa
è sempre legata all’acqua battesimale. Nell’immersione in acqua, come
fosse in una tomba con Cristo, il peccatore è simbolicamente immerso nel
sangue purificante di Cristo mediante la fede. Quando il credente è
stato purificato con il sangue che Cristo ha sparso sulla croce, egli
riceverà il dono dello Spirito Santo.
Pietro diceva nel giorno
della Pentecoste: « Ravvedetevi, e ciascuno di voi sia battezzato nel
nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi
riceverete il dono dello Spirito Santo. »
Ecco, « la nascita nuova
di acqua e di Spirito. »
« Egli ci ha salvati non
per le opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua
misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento
dello Spirito Santo. »
Il termine rigenerazione
significa generato di nuovo o nato di nuovo, come anche il termine
rinnovamento significa nuova nascita dal punto di vista spirituale.
Oggi tutti hanno una
automobile, tutti sanno cos’è una batteria. Quando una batteria è morta
o scarica bisogna rigenerarla per vivificarla, cioè portarla dalla morte
alla vita.
A comprendere questo ci
aiutano molto le meravigliose parole di conforto di Cristo, quando dice:
«Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita
eterna e non viene in giudizio (di morte), ma è già passato dalla morte
alla vita»
C’è un processo della
natura che ci aiuta a capire questo misterioso cambiamento: la
metamorfosi del bozzolo del baco da seta, come tante altre creature
della natura, ci dà una illustrazione della nuova nascita.
Questo piccolo baco,
quando nasce è brutto, peloso, una piccola creatura orribile. La sua
bocca è sempre macchiata di nero (come se fosse tabacco) a causa del
liquido proveniente dalle foglie del gelso. Queste foglie di gelso sono
molto dure e ruvide, e non costituiscono una dieta appetitosa.
La vista del baco è molto
limitata, ed ostacolata, sia quando striscia tra l'erba alta che quando
è nel proprio ambiente. Il suo movimento sulla faccia della terra è
molto lento ed impacciato, dal momento che praticamente deve camminare
strisciando sul proprio ventre.
Poi, improvvisamente,
avviene una metamorfosi. Il principio della nuova nascita.
Il baco comincia a
tessere, intorno a se stesso, come un abito funebre di seta: il bozzolo.
Cosi comincia a vivere in
una tomba di pura seta. Poi "muore". E' la fine? No!
Questo processo si
completa quando si rompe il legame della tomba ed il baco ne esce rinato
come farfalla.
Adesso non è più una
creatura orribile, appartenente alla vita minore, ma è diventata una
delle più belle creature di questa terra. Le sue ali hanno i colori
dell'arcobaleno. È graziosa come una ballerina.
Non c’è altra creatura,
della terra, che si muova, come questa farfalla, seguendo le immaginarie
note di una sinfonia. Le sue ali la conducono verso la luce del sole,
molto più in alto di quel gelso sul quale viveva, alla ricerca della
esilarante aria mattutina.
Da questo punto di vista è
quasi infinita. Guarda ovunque e può vedere tutto. È quasi come
penetrare nell’eternità. Il suo cibo non è più una dieta limitata
all’esistenza, ma è diventato il dolce nettare dei fiori primaverili.
Mangia tra i fiori colorati e profumati.
Ah, finalmente una nuova nascita!
Così un uomo, nato in
questo mondo di peccato, è mortale e carnale.
Purtroppo anch’egli ha la
brutta abitudine di vivere e rotolarsi nel fango del peccato come un
maiale.
È capace di diventare
bestiale e di vivere più insensibilmente di qualsiasi altro animale.
La sua inumanità verso i
propri simili non viene superata da nessun’altra bestia della terra.
Quando mangia, la fame
ritorna.
Quando beve, la sete non
cessa.
La sua visione raramente
si estende oltre se stesso.
Il suo ambiente è
corrotto, crudele ed egocentrico quanto se stesso.
La sua vita spesso è un
incubo.
L’uomo nato di nuovo di
acqua e di Spirito muore alla vecchia esistenza.
Il vecchio uomo accetta di
essere sepolto con Cristo e così morire al peccato e al mondo.
Allora se veramente quest’uomo
vuole vivere da battezzato, egli non desidera ritornare allo stato di
prima, Nelle tenebre e negli incubi del peccato. Mai più nel fango di
una vita mondana! Perché per lui il Battesimo non è solo quel gesto
simbolico di quando ha ricevuto qualche goccia d’acqua sul capo.
Egli è rivestito con le
vesti pure e bianche della giustizia di Dio.
Il suo cibo è pane vivente
e non avrà mai più fame.
La sua bevanda viene dalla
fonte dell’acqua viva dello Spirito di Cristo e non avrà mai più sete.
La sua visione è
universale e negli altri vede solo il bello.
Non guarda più solo a se
stesso; non è più soltanto per se stesso ma trova gioia nel servire gli
altri, vivere per gli altri, pregare con gli altri.
Ora vive per Colui che è
morto al suo posto: Cristo.
Adesso guarda in alto
verso una città il cui fondatore ed edificatore è Dio stesso.
Neanche Salomone, con
tutto il suo reale guardaroba è stato vestito come l’uomo nato di nuovo
che indossa come abito la purezza, la giustizia, la perfezione di Cristo
Gesù.
Ha tolto la sporcizia da
suoi vestiti, quelli che indossava nel porcile della vita carnale e si è
rivestito della spiritualità di Cristo, come afferma l’apostolo Paolo,
quando dice: «siete rivestiti di Cristo».
Finalmente la nuova nascita
spirituale!!!
Avete visto che grande
esperienza ci aspetta nel vivere una vita in Cristo?
Allora, se vogliamo vivere
da battezzati, per testimoniarlo ai nostri figli, dobbiamo riflettere
sempre, magari ogni mattina all’inizio della nostra giornata, su questi
quattro punti:
1.Io sono Cristiano.
2.Io sono Santo.
3.Io voglio essere fedele
alla chiamata di Dio, ogni giorno della mia vita.
4. Io devo operare per
l’Eternità.
Fonti:
Vangelo di Matteo;
Vangelo di Marco;
Vangelo di Giovanni;
Lettere di San Paolo Apostolo;
Sant’Agostino;
San
Cipriano;
San
Leone Magno. |