GIOVANNI
(ebr. Iehôhānān: «
Iahweh è propizio »; gr. ’Iωάννης ; Volg. Johannes)
Battista, santo.
Vita
Nasce in una famiglia sacerdotale: suo padre, Zaccaria era della classe
di Abia e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne. Mentre Zaccaria si
trovava al tempio per fare l’oblazione dell’incenso, gli comparve
l’angelo Gabriele annunciandogli il nome del nascituro e le sue
caratteristiche: sarebbe stato grande davanti al Signore, pieno di
Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del
Signore con lo spirito e con il potere di Elia.
Come luogo di
nascita una città di Giuda, a circa sette Km. Ad ovest di Gerusalemme;
vanta infatti una tradizione che risale al sec. VI, con due santuari
dedicati rispettivamente alla Visitazione e alla Natività.
La presenza della
madre di Gesù, che era imparentata con Elisabetta, fece esultare di
gioia il bambino nel seno materno. All’ottavo giorno dalla nascita fu
circonciso e il padre, pieno di Spirito Santo, ne annunciò il destino
definendolo profeta dell’Altissimo.
G. trascorse poi
la sua vita nei deserti fino al giorno in cui si manifestò a Israele,
quando iniziò la sua missione (anno quindicesimo dell’impero di
Tiberio): lungo il Giordano.
Il suo
abbigliamento era composto di un vestito di peli di cammello con una
cintura di cuoio attorno ai fianchi; si cibava di locuste e miele
selvatico.
Con l’annuncio
della presenza del Regno di Dio esortava alla conversione e dava un
Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da cui il nome di
Battista o Battezzatore. Accorrevano da lui da Gerusalemme, e da tutta
la Giudea e da tutta la regione intorno al Giordano; G. afferma
chiaramente di essere solo il precursore di una che è più forte di lui,
il quale battezzerà con Spirito Santo e fuoco; G. è « l’amico dello
sposo, che gli sta accanto e l’ascolta »; egli è la voce di colui che
grida nel deserto: « appianate la via del Signore! ». G. sa benissimo
che mentre Gesù deve crescere, egli è destinato a diminuire. A lui è
demandato l’alto incarico di Battezzare Gesù e di presentarlo come «
l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» e come « il figlio di
Dio » « che Battezza nello Spirito Santo ».
Il popolo lo
riteneva veramente un profeta; Gesù ne fece l’elogio in diverse
circostanze: era « la lampada che arde e risplende », è « più che un
profeta », è il più grande tra i nati di donna; attribuisce, inoltre,
chiaramente al Battista la profezia di Malachia; G. incarnò « il
carattere forte » di Elia, che ne era soltanto il tipo. Compito del
Battista era quello di essere « testimonio per rendere testimonianza
alla luce, affinché per mezzo suo credessero ». Gesù assicura che tale
compito fu perfettamente adempiuto, affermando che Giovanni « a reso
testimonianza alla verità».
Tale testimonianza
gli costò la vita per opera di Erode Antipa che lo imprigionò perché
ripreso da lui a causa di Erodiade, moglie di suo fratello, e a causa di
tutte le malvagità da lui commesse. Giovanni dalla prigione ancora
sollecitò da Gesù, a conferma per i suoi discepoli, una pubblica
dichiarazione del suo vero essere: Gesù lo fece soggiungendo un gaudioso
elogio del suo precursore.
Giovanni
negli Apocrifi e nell’Islam
Il
Vangelo dell’infanzia (testo Armeno o Siriaco del V o VI sec.)
precisa che la data della concezione di G. fu il 9 ott. E la nascita il
5 giu.
Il Protovangelo
di Giacomo (II – III sec.) descrive l’incontro di Maria S.ma con S.
Elisabetta. Confonde la pretesa fine di Zaccaria, per opera di Erode, e
quella dell’antico profeta omonimo; descrive anche la leggenda della
fuga di Elisabetta con il conseguente miracolo della roccia che si apre
per nascondere madre e figlio e salvarli dall’odio dei persecutori.
Il Libro di
Giovanni (redatto nel sec. (VII – VIII) della setta dei Mandei ci
informa che Zaccaria divenne padre all’età di 100 anni. Il ministero del
Battista al Giordano sarebbe durato ben 42 anni.
Riguardo
all’Islam, il Corano, che chiama G. Jahia o Yakka, ricalca
il Vangelo nell’annunciazione del Battista; ricorda le invocazioni di
Zaccaria e sottolinea la bontà di Allah nel donargli Giovanni.
Anche gli altri
libri musulmani parlano molto di G., traducendo i l suo nome
con « egli vivrà ». Stimando la fecondità, essi onorano
l’intervento di Dio in favore di Zaccaria e di Elisabetta; la loro età è
portata a 120 anni per l’uno e 98 per l’altra. Il Corano e altri
testi, come già vedemmo per gli Apocrifi, fanno di Zaccaria il
figlio di Barachia; egli sarebbe anche il tutore di Maria, la quale
avrebbe concepito Gesù all’età di 13 anni. In altri libri l’ordine delle
annunciazioni e delle nascite è, a volte, invertito. L’infanzia di G. è
descritta con parole piene di ammirazione; abbondano gli aneddoti
sull’infanzia comune di Gesù e del Battista. In obbedienza alla legge,
G. si unisce in matrimonio, ma conserva in esso la castità più perfetta.
Viene ammesso che
G. è l’unico senza peccato di azione e di intenzione; nessuno è migliore
di lui.
(-Tratto da: "Enciclopedia
Sancta Sactorum").
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