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Il
Culto, Santuari e feste
G.
durante il suo ministero aveva radunato i discepoli; essi praticavano
digiuni e avevano imparato dal loro maestro a pregare. Fu dal gruppo di
tali discepoli che si staccarono Andrea e Giovanni per seguire Gesù.
I
discepoli di G. rimasero distinti, come gruppo, sia durante la prigionia
del loro maestro, del quale raccolsero devotamente il cadavere per
seppellirlo, sia dopo la sua morte, diffondendo la setta in Alessandria,
di dove proveniva Apollo, e in Efeso.
Forse
l’evangelista Giovanni, il quale scrisse appunto il suo Vangelo a Efeso,
intese impedire lo sviluppo di questa setta dandosi premura di definire
accuratamente la posizione del Battista.
A parte queste
comprensibili deviazioni, il culto di G. si diffuse in modo eccezionale,
tanto da potersi considerare universale fin dal IV sec. Causa di tale
diffusine fu l’interesse suscitato dai monaci, i quali consideravano G.
come un modello di vita ascetica, delle quali ci occuperemo in seguito.
La Palestina
occupa naturalmente il primo posto, conservando ricordi in tutti i
luoghi dove presumibilmente egli trascorse la sua vita.
I deserti dove il
giovane Giovanni visse fino al giorno in cui doveva manifestarsi a
Israele, furono localizzati in zone appartate e solitarie. Nei luoghi
dove G. compì il suo ministero furono erette delle chiese. A cieca 5 Km.
A nord del Mar Morto sono raggruppati, infatti, diversi Santuari.
A 700 metri da la
riva occidentale delle giordano è dedicata al battista o la Chiesa con
una monastero di epoca bizantina, chiamata dai greci Prodromos (
Precursore ) e dagli arabi Der Mar Yuhanna (Convento di S.
Giovanni) o vero Quasr el Yehūd (castello dei Giudei) a ricordo
dell'entrata degli ebrei nella terra promessa. Una cappella la sorge
anche sulla riva destra del fiume a ricordo del luogo in cui fu
battezzato Gesù. Sulla riva orientale delle giordano rimangono i resti
di una chiesa costruita dall'imperatore alla stasi ( 491-518 ) in onore
del Battista. Nel wadi Kharar, in una località chiamata Sapsas, a
circa 2 km dal fiume, nelle sec. VI fu costruita una chiesa e il
monastero della laura di Sapsas. Motivo della costruzione fu una grotta
nella quale il Battista avrebbe abitato durante il suo a posto atto e
nella quale, secondo il Prato Spirituale, il santo si sarebbe
manifestato a un monaco. Oggi non restano che rovine con qualche
frammento di Mosaico pavimentale. Nel sec. IV in Macheronte, come è
provato dalle rovine delle chiese, fiori in memoria del suo martirio,
una comunità cristiana. Anche sul monte o di vetro è ricordato in tale
epoca un Martyrium di G.; in Gerusalemme, inoltre gli fu dedicata
una chiesa a trifoglio con nartece assai ben conservata.
S. Saba o però una
guarigione nei luoghi di G. e vicino alla sua chiesa nei pressi di
Beisan, forse negli odierni En ed-Deir non è Tell Sarem, probabilmente
identificabili con Enom e Salim. O una chiesa in onore del santo fu
costruita a Genrosa nel 529-533: il pavimento musivo, quasi scomparso,
conserva ancora di iscrizione. In Damasco, la moschea degli Oomniadi (Giami
el-mmawi) nel sec. V era una basilica dedicata al Battista e tale rimase
fino al 708, hanno in cui fu trasformata per il culto islamico dal
califfo el-Walid I.
La diffusione
dell'occulto al Battista si dovette anche a la ISS riduzione degli
ospitalieri ho cavalieri di S. Giovanni, i quali in tutti i centri
dell'oriente dedicarono una cappella alla loro patrono è imposero il
nome di San Giovanni d'Acri alla città che fu teatro principale delle
loro gesta.
G. è oggi patrono
della Transgiordania e titolare della Chiesa di Madaba, il villaggio
cristiano più vicino al luogo del martirio.
Un luogo assai
importante in Palestina per il culto di G. e in particolare per la
storia delle sue reliquie a Sebaste (Samaria). In tale città i discepoli
del Battista ne avrebbero trasportato il suo corpo e la sua tomba
avrebbe continuato a restare centro di devozione nonostante la
profanazione avvenuta al tempo dell’imperatore Giuliano (361-363): il
corpo sarebbe stato bruciato e le ceneri sparse al vento. Nei primi
secoli furono costruite in Sebaste due chiese: la cattedrale, sopra la
tomba del battista, e un’altra situata verso la sommità del colle,
vicina a un monastero e unita a una seconda tradizione riguardante la
scoperta della testa del santo. La cattedrale fu danneggiata dai
terremoti e dai Persiani (a. 614); la tomba, tuttavia, continuò a essere
venerata dai Maomettani finché nel sec. XII i Crociati ricostruirono la
chiesa. L’altra chiesa con il monastero sulla collina fu ricostruita,
invece, nel secolo predente la prima Crociata. Dopo la sconfitta dei
Crociati alla battaglia di Hattin nel 1187, Sebaste fu occupata da
Hussam ed-Din, nipote di Saladini e la sua cattedrale fu mutata in una
moschea. Delle due chiese non rimangono oggi che rovine.
In Occidente la
chiesa principale dedicata a G. è quella di S. Giovanni in Laterano («
omnibus urbis et orbis ecclesiarum mater et caput »), la cui fondazione
risale a Costantino.
A Ravenna una
chiesa gli fu consacrata da San Pier Crisologo (432-451) un’altra, fuori
città, dal vescovo Massimiano ( 546-554 ). Basiliche gli furono dedicate
a Monza dalla regina Teodolinda, contemporanea di S. Gregorio Magno, è a
Torino dal re Agilulfo. S. Benedetto dedicò al Battista un oratorio a
Montecassino e un monastero nei pressi di Subiaco. Si può dire, infine,
che ogni chiesa parrocchiale a cominciare da S. Giovanni in Latreranno,
abbia una cappella dedicata al Battista, dato il legame del suo nome con
il battistero.
Oltre le chiese
dedicate al Battista, delle quali abbiamo ricordato solo le principali
fra le più antiche, un sicuro indice della devozione per Giovanni è dato
dai numerosi paesi che ancora oggi ne portano il suo nome.
Significativo, in proposito, è constatare che in Francia i toponimi
relativi a Giovanni sono 213 e che in Italia essi sono 128.
Difficile dire
quanti di questi toponimi attribuiti a un s. Giovanni, appartengano al
solo G. Battista.
La circostanza che
Gesù stesso abbia fatto l’elogio del Battista (Mt. 11, 7-14)
influì grandemente sulla devozione tributata a questo santo. Il suo nome
si è imposto nella liturgia della s. Messa e nel calendario liturgico
con una frequenza impressionante.
Per quanto
riguarda la Messa di rito romano, G. è invocato nel Confiteor,
nell’Offertorio al Suscipe, Sancta Trinitas, al Nobis quoque
peccatoribus…; di G. sono le formule: Ecce Agnus Dei…
I giorni dedicati
al suo culto sono numerosi e vari.
La festa della
Natività fin dal tempo di Sant'Agostino era celebrata al 24 giug.
Criterio per tale scelta fu la data della nascita di Cristo, che era
fissata nella Chiesa occidentale al 25 dicembre; appunto su tale data fu
calcolata quella di Giovanni.
Nel secolo XIV-XV
sappiamo che in Occidente veniva celebrata anche l'ottava della
Natività, giorno della sua circoncisione.
Il concilio di
Agde del 506 considerò la festa della Natività del battista come una
delle feste maggiori e la sua considerazione fu sempre tale da essere
chiamata nel medioevo, che celebrò Messe fino al secolo XI, “Natale
d'estate”. Tale festa fu considerata di precetto per molti secoli; oggi
è, invece, festa di prima classe preceduta da vigilia.
Sulla data della
festa della Natività venne fissata già in antico la festa della
Concezione, assegnata dai Latini al 24 settembre e dai Greci al 23.
Mentre tale festa esiste tuttora presso i Greci, presso i Latini non fu
più celebrata dal 1478, forse per lo scrupolo di recare pregiudizio alla
festa della Concezione della B. V. Maria.
Fin dal secolo IV
i Greci celebrano al 7 gennaio la commemorazione del Precursore (τό
γενέθλιоν Πρоδρόμоν) di Gesù, per il fatto che il giorno precedente
l’Epifania ricorda anche il Battesimo di Gesù. Tale festa è spostata dai
Nestoriani al primo venerdì libero dopo l’Epifania ricorda anche il
Battesimo di Gesù e dagli Armeni al primo giorno libero dopo l’ottava
dell’Epifania; in Siria è anticipata, invece, a una domenica prima di
Natale. Il calendario gallicano di perpetuo di Tours (m. 490 ) colloca
tale festa tra l'Epifania è la cattedra di San Pietro.
Al 29 ag., fin dal
sec. V nelle Gallie e dal sec. VI a Roma, si celebra il ricordo della
decollazione. Tale data verosimilmente fu scelta in corrispondenza della
dedicazione della chiesa di Giovanni battista a Sebaste ovvero a
una traslazione di reliquie. I calendari Mozarabici al 24 sett.
ricordano la decollatio.
Le diverse
invenzioni e traslazioni bella reliquia della testa di Battista vengono
celebrate presso i greci al 24 febbraio (prima
inventio capitis)
e al 25 maggio (teria
inventio capitis).
Reliquie
Dal
Vangelo sappiamo che la testa del Battista fin’ nelle mani di Erodiade e
che invece il corpo fu preso dai discepoli e deposto in un sepolcro.
Corpo e testa seguirono, dunque, una sorte diversa.
Con il
sec. IV s. Girolamo, Rufino e Teodorico ci parlano del corpo di G.
indicando come luogo della sepoltura Sebaste. Un trasporto del corpo da
Macheronte a Sebaste è possibile se consideriamo l’uso attuale dei
beduini di trasportare i loro morti anche assai lontano; non è però
attestato da nessuna fonte antica. Eusebio di Cesarea (265-340),
allorché nel suo
Onomasticon
parla di Samaria, non fa la minima allusione a G.
Le
precisazioni cominciano con s. Girolamo, Rufino e Teodoreto. Il primo
più di una volta la presenza del corpo del Battista in Samaria: « Ubi
nunc Sebaste est, in qua et sancti Ioannis Baptistae ossa sunt condita
»; racconta inoltre, nell’Itinerario
di s. Paola,
che la santa venerò a Sebaste i sepolcri di Eliseo, Abdia e di G. e che
fu ivi testimone e strepitose liberazioni di ossessi.
Iconografia
S.
Giovanni Battista occupa un posto particolare nel culto dell’iconografia
cristiana; sarebbe troppo lungo parlarne in questo contesto. (se
qualcuno lo desidera può richiederlo tramite e-mail e gli sarà inviato
personalmente all’indirizzo di posta elettronica)
Diciamo solo che G. Battista è l’unico tra i santi di cui si celebri la
natività (24 giugno) e il giorno della sua morte, (29 agosto) come
avviene per il Cristo e la Madonna: il suo culto è molto diffuso e
popolare in tutto il mondo cristiano e a lui sono dedicate numerosissime
cattedrali e chiese e gli sono consacrati soprattutto i battisteri.
Diverse città lo venerano come patrono: in Italia ad esempio Torino,
Genova e Firenze; a Roma la basilica madre della cristianità, S.
Giovanni in Laterano è dedicata a lui e all’Evangelista.
(-Tratto da: "Enciclopedia
Sancta Sactorum").
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