Noi Catechisti Itineranti, siamo un piccolo gruppo catechistico, che si impegna affinché coloro i quali si avvicinano al Sacramento del Battesimo (genitori, padrini e madrine...) possano vivere questo essenziale aspetto della loro vita di Cristiani nel modo più consapevole e santo possibile.
 
Gesù disse: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo »  (Mt.28, 19-20).
 

 

San Giovanni Battista: il Culto - Santuari - Feste:

 

Il Culto, Santuari e feste 

            G. durante il suo ministero aveva radunato i discepoli; essi praticavano digiuni e avevano imparato dal loro maestro a pregare. Fu dal gruppo di tali discepoli che si staccarono Andrea e Giovanni per seguire Gesù.

            I discepoli di G. rimasero distinti, come gruppo, sia durante la prigionia del loro maestro, del quale raccolsero devotamente il cadavere per seppellirlo, sia dopo la sua morte, diffondendo la setta in Alessandria, di dove proveniva Apollo, e in Efeso.

Forse l’evangelista Giovanni, il quale scrisse appunto il suo Vangelo a Efeso, intese impedire lo sviluppo di questa setta dandosi premura di definire accuratamente la posizione del Battista.

A parte queste comprensibili deviazioni, il culto di G. si diffuse in modo eccezionale, tanto da  potersi considerare universale fin dal IV sec. Causa di tale diffusine fu l’interesse suscitato dai monaci, i quali consideravano G. come un modello di vita ascetica, delle quali ci occuperemo in seguito.

La Palestina occupa naturalmente il primo posto, conservando ricordi in tutti i luoghi dove presumibilmente egli trascorse la sua vita.

I deserti dove il giovane Giovanni visse fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele, furono localizzati in zone appartate e solitarie. Nei luoghi dove G. compì il suo ministero furono erette delle chiese. A cieca 5 Km. A nord del Mar Morto sono raggruppati, infatti, diversi Santuari.

A 700 metri da la riva occidentale delle giordano è dedicata al battista o la Chiesa con una monastero di epoca bizantina, chiamata dai greci Prodromos ( Precursore ) e dagli arabi Der Mar Yuhanna (Convento di S. Giovanni) o vero Quasr el Yehūd (castello dei Giudei) a ricordo dell'entrata degli ebrei nella terra promessa. Una cappella la sorge anche sulla riva destra del fiume a ricordo del luogo in cui fu battezzato Gesù. Sulla riva orientale delle giordano rimangono i resti di una chiesa costruita dall'imperatore alla stasi ( 491-518 ) in onore del Battista. Nel wadi Kharar, in una località chiamata Sapsas, a circa 2 km dal fiume, nelle sec. VI fu costruita una chiesa e il monastero della laura di Sapsas. Motivo della costruzione fu una grotta nella quale il Battista avrebbe abitato durante il suo a posto atto e nella quale, secondo il Prato Spirituale, il santo si sarebbe manifestato a un monaco. Oggi non restano che rovine con qualche frammento di Mosaico pavimentale. Nel sec. IV in Macheronte, come è provato dalle rovine delle chiese, fiori in memoria del suo martirio, una comunità cristiana. Anche sul monte o di vetro è ricordato in tale epoca un Martyrium di G.; in Gerusalemme, inoltre gli fu dedicata una chiesa a trifoglio con nartece assai ben conservata.

S. Saba o però una guarigione nei luoghi di G. e vicino alla sua chiesa nei pressi di Beisan, forse negli odierni En ed-Deir non è Tell Sarem, probabilmente identificabili con Enom e Salim. O una chiesa in onore del santo fu costruita a Genrosa nel 529-533: il pavimento musivo, quasi scomparso, conserva ancora di iscrizione. In Damasco, la moschea degli Oomniadi (Giami el-mmawi) nel sec. V era una basilica dedicata al Battista e tale rimase fino al 708, hanno in cui fu trasformata per il culto islamico dal califfo el-Walid I.

La diffusione dell'occulto al Battista si dovette anche a la ISS riduzione degli ospitalieri ho cavalieri di S. Giovanni, i quali in tutti i centri dell'oriente dedicarono una cappella alla loro patrono è imposero il nome di San Giovanni d'Acri alla città che fu teatro principale delle loro gesta.

G. è oggi patrono della Transgiordania e titolare della Chiesa di Madaba, il villaggio cristiano più vicino al luogo del martirio.

Un luogo assai importante in Palestina per il culto di G. e in particolare per la storia delle sue reliquie a Sebaste (Samaria). In tale città i discepoli del Battista ne avrebbero trasportato il suo corpo e la sua tomba avrebbe continuato a restare centro di devozione nonostante la profanazione avvenuta al tempo dell’imperatore Giuliano (361-363): il corpo sarebbe stato bruciato e le ceneri sparse al vento. Nei primi secoli furono costruite in Sebaste due chiese: la cattedrale, sopra la tomba del battista, e un’altra situata verso la sommità del colle, vicina a un monastero e unita a una seconda tradizione riguardante la scoperta della testa del santo. La cattedrale fu danneggiata dai terremoti e dai Persiani (a. 614); la tomba, tuttavia, continuò a essere venerata dai Maomettani finché nel sec. XII i Crociati ricostruirono la chiesa. L’altra chiesa con il monastero sulla collina fu ricostruita, invece, nel secolo predente la prima Crociata. Dopo la sconfitta dei Crociati alla battaglia di Hattin nel 1187, Sebaste fu occupata da Hussam ed-Din, nipote di Saladini e la sua cattedrale fu mutata in una moschea. Delle due chiese non rimangono oggi che rovine.

In Occidente la chiesa principale dedicata a G. è quella di S. Giovanni in Laterano (« omnibus urbis et orbis ecclesiarum mater et caput »), la cui fondazione risale a Costantino.

A Ravenna una chiesa gli fu consacrata da San Pier Crisologo (432-451) un’altra, fuori città, dal vescovo Massimiano ( 546-554 ). Basiliche gli furono dedicate a Monza dalla regina Teodolinda, contemporanea di S. Gregorio Magno, è a Torino dal re Agilulfo. S. Benedetto dedicò al Battista un oratorio a Montecassino e un monastero nei pressi di Subiaco. Si può dire, infine, che ogni chiesa parrocchiale a cominciare da S. Giovanni in Latreranno, abbia una cappella dedicata al Battista, dato il legame del suo nome con il battistero.

Oltre le chiese dedicate al Battista, delle quali abbiamo ricordato solo le principali fra le più antiche, un sicuro indice della devozione per Giovanni è dato dai numerosi paesi che ancora oggi ne portano il suo nome. Significativo, in proposito, è constatare che in Francia i toponimi relativi a Giovanni sono 213 e che in Italia essi sono 128.

Difficile dire quanti di questi toponimi attribuiti a un s. Giovanni, appartengano al solo G. Battista.

La circostanza che Gesù stesso abbia fatto l’elogio del Battista (Mt. 11, 7-14) influì grandemente sulla devozione tributata a questo santo. Il suo nome si è imposto nella liturgia della s. Messa e nel calendario liturgico con una frequenza impressionante.

Per quanto riguarda la Messa di rito romano, G. è invocato nel Confiteor, nell’Offertorio al Suscipe, Sancta Trinitas, al Nobis quoque peccatoribus…; di G. sono le formule: Ecce Agnus Dei…

I giorni dedicati al suo culto sono numerosi e vari.

La festa della Natività fin dal tempo di Sant'Agostino era celebrata al 24 giug. Criterio per tale scelta fu la data della nascita di Cristo, che era fissata nella Chiesa occidentale al 25 dicembre; appunto su tale data fu calcolata quella di Giovanni.

Nel secolo XIV-XV sappiamo che in Occidente veniva celebrata anche l'ottava della Natività, giorno della sua circoncisione.

Il concilio di Agde del 506 considerò la festa della Natività del battista come una delle feste maggiori e la sua considerazione fu sempre tale da essere chiamata nel medioevo, che celebrò Messe fino al secolo XI, “Natale d'estate”. Tale festa fu considerata di precetto per molti secoli; oggi è, invece, festa di prima classe preceduta da vigilia.

Sulla data della festa della Natività venne fissata già in antico la festa della Concezione, assegnata dai Latini al 24 settembre e dai Greci al 23. Mentre tale festa esiste tuttora presso i Greci, presso i Latini non fu più celebrata dal 1478, forse per lo scrupolo di recare pregiudizio alla festa della Concezione della B. V. Maria.

Fin dal secolo IV i Greci celebrano al 7 gennaio la commemorazione del Precursore (τό γενέθλιоν Πρоδρόμоν) di Gesù, per il fatto che il giorno precedente l’Epifania ricorda anche il Battesimo di Gesù. Tale festa è spostata dai Nestoriani al primo venerdì libero dopo l’Epifania ricorda anche il Battesimo di Gesù e dagli Armeni al primo giorno libero dopo l’ottava dell’Epifania; in Siria è anticipata, invece, a una domenica prima di Natale. Il calendario gallicano di perpetuo di Tours (m. 490 ) colloca tale festa tra l'Epifania è la cattedra di San Pietro.

Al 29 ag., fin dal sec. V nelle Gallie e dal sec. VI a Roma, si celebra il ricordo della decollazione. Tale data verosimilmente fu scelta in corrispondenza della dedicazione della chiesa di Giovanni battista a Sebaste ovvero a una traslazione di reliquie. I calendari Mozarabici al 24 sett. ricordano la decollatio.

Le diverse invenzioni e traslazioni bella reliquia della testa di Battista vengono celebrate presso i greci al 24 febbraio (prima inventio capitis) e al 25 maggio (teria inventio capitis).

  

Reliquie 

            Dal Vangelo sappiamo che la testa del Battista fin’ nelle mani di Erodiade e che invece il corpo fu preso dai discepoli e deposto in un sepolcro. Corpo e testa seguirono, dunque, una sorte diversa.

            Con il sec. IV s. Girolamo, Rufino e Teodorico ci parlano del corpo di G. indicando come luogo della sepoltura Sebaste. Un trasporto del corpo da Macheronte a Sebaste è possibile se consideriamo l’uso attuale dei beduini di trasportare i loro morti anche assai lontano; non è però attestato da nessuna fonte antica. Eusebio di Cesarea (265-340), allorché nel suo Onomasticon parla di Samaria, non fa la minima allusione a G.

            Le precisazioni cominciano con s. Girolamo, Rufino e Teodoreto. Il primo più di una volta la presenza del corpo del Battista in Samaria: « Ubi nunc Sebaste est, in qua et sancti Ioannis Baptistae ossa sunt condita »; racconta inoltre, nell’Itinerario di s. Paola, che la santa venerò a Sebaste i sepolcri di Eliseo, Abdia e di G. e che fu ivi testimone e strepitose liberazioni di ossessi.

 

 Iconografia

             S. Giovanni Battista occupa un posto particolare nel culto dell’iconografia cristiana; sarebbe troppo lungo parlarne in questo contesto. (se qualcuno lo desidera può richiederlo tramite e-mail e gli sarà inviato personalmente all’indirizzo di posta elettronica)

            Diciamo solo che G. Battista è l’unico tra i santi di cui si celebri la natività   (24 giugno) e il giorno della sua morte, (29 agosto) come avviene per il Cristo e la Madonna: il suo culto è molto diffuso e popolare in tutto il mondo cristiano e a lui sono dedicate numerosissime cattedrali e chiese e gli sono consacrati soprattutto i battisteri. Diverse città lo venerano come patrono: in Italia ad esempio Torino, Genova e Firenze; a Roma la basilica madre della cristianità, S. Giovanni in Laterano è dedicata a lui e all’Evangelista.

 

(-Tratto da: "Enciclopedia Sancta Sactorum").

 San Giovanni Battista prega per noi che a te ricorriamo! Amen!

 

 

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